Se il marketing va in bici per la rete – Strategie innovative di social identity e geolocalizzazione.


Con l’avvento dei social network è diventato sempre più importante relazionarsi con il popolo della rete, ergo, ogni azienda avrebbe bisogno di studiare una buona strategia di social identity management, perché non basta esserci, avere un profilo social, bisognerebbe invece saper leggere il contesto, lo strumento, parlare il giusto linguaggio, progettare iniziative ad hoc per il web.

Un esempio di innovazione e intelligenza che può ispirare un’attività di web relations è la campagna svolta da TheGoodOnes che dimostra come i servizi di geolocalizzazione sui principali social network possano creare un grande numero di visite e sviluppare nuove forme di visibilità in cui il cliente si fa attore e spettatore del messaggio allo stesso tempo. Cosa quest’ultima particolarmente rilevante in quanto le web relations aziendali – così come ogni tipo di azione di marketing consapevole dei cambiamenti sociali ed economici in atto – dovrebbero strutturarsi come un dialogo aperto, trasparente e di lungo periodo tra azienda e cliente/cittadino/individuo, proprio come si farebbe con un amico.

La campagna
Intrapresa per Urban Bike Messengers, corrieri in bicicletta, la campagna era incentrata sulla visibilità e le relazioni che si generano su Facebook grazie a Foursquare, Facebook Places e Gowalla, i più famosi servizi di geolocalizzazione.

Questo il meccanismo: ogni corriere UBM che ritira una merce o esegue una consegna segnala la sua posizione ai vari servizi di geolocalizzazione (in gergo fa un “check-in”) e diventa così un vero e proprio “generatore di check-in” che vengono ripresi sulla pagina Facebook di UBM con l’effetto di aumentare la visibilità e i contatti dei clienti sul più popolato social network della rete.
Il grande valore aggiunto racchiuso in questo semplice meccanismo è quello di dare un servizio di visibilità al cliente e allo stesso tempo generare valore e differenziazione anche per Urban Bike Messengers. La classica strategia win-win che in un marketing consapevole trova sempre più applicazioni.

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I risultati
Ovviamente, oltre all’originalità e all’intelligenza dell’operazione bisogna segnalare anche l’ottimo risultato numerico: nelle due settimane precedenti al Natale, UBM ha effettuato circa 80 check-in con Foursquare, sbloccando 4 Badge, facendo amicizia con 1.208 persone e aziende su Facebook, mentre il blog ha generato più di 3.500 visite.

Un successo ottenuto con un investimento in termini di materiali e tecnologie ben poco oneroso: basta un cellulare con connessione internet e un sistema operativo in grado di supportare la geolocalizzazione (praticamente tutti) e il gioco è fatto. L’investimento in questo caso speriamo sia andato per la maggior parte agli ideatori dell’iniziativa che con una buona intuizione hanno reso un gran servizio ai simpatici UBM.

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Geolocalizzazione a confronto
Da ultimo una nota sugli strumenti veri e propri di questa campagna: i servizi di geolocalizzazione. Che differenza c’è fra i tre sopracitati? Secondo TheGoodOnes, Foursquare, nato appositamente per fare i check-in, è risultato il più immediato e funzionale. A differenza degli altri due permette di fare check-in “a posteriori”, ovvero bypassando problemi legati alle consegne e al segnale GPS, assente in alcune zone di consegna o di ritiro. Facebook Places, già completamente integrato nell’app Facebook di iPhone e Android, ha di buono che consente di allegare una foto al check-in, oltre che al tagging degli amici sullo stesso. Ma anche Gowalla offre il servizio di foto sul check-in, proprio perché nacque come servizio per la condivisione di fotografie e consigli sui luoghi.

La gara dunque è ancora aperta, e voi quale preferite?

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