Archivio maggio 2010

Mai più fan

Chi passa buona parte delle proprie giornate su Facebook come noi, sviluppa un certo grado di sensibilità per ogni minimo cambiamento della piattaforma, inutili quisquillie per l’internauta non affetto da febbre social. Come avidi scoiattoli in cerca di ghiande abbiamo cercato ovunque spiegazioni al recente passaggio dal tradizionale bottone “Diventa fan” al freddino bottone “Mi piace” (nelle pagine aziendali).

MiPiaceFacebook

Vediamo innanzitutto come Facebook motiva la metamorfosi:
Per migliorare l’esperienza degli utenti e assicurare la coerenza all’interno del sito [...] Abbiamo apportato questa modifica linguistica per consentirti di connetterti con persone, cose e argomenti che ti stanno a cuore in modo più “leggero” e omogeneo.

Se si tira in ballo la coerenza, non ci resta che dargli ragione. Effettivamente il “mi piace” imperversa nelle bacheche dello spazio bianco blu, con il suo seguito di pollici alzati e ripensamenti vari. L’omogeneità dell’interazione non ci aiuta però a trovare punti per i nostri interrogativi e soprattutto non ci soddisfa a pieno.
Il cambiamento si porta appresso uno slittamento semantico ed emotivo di un certo peso.
A monte è bene chiedersi chi, o meglio cos’è un fan? Trova reale applicazione in un campo che non sia quello calcistico o musicale con sfumature adolescenziali, oppure le difficoltà ad afferrarne le reali implicazioni del senso sono solo nostre?

Bisogna ammettere che i richiami all’aggettivo “fanatico“, tutto nostrano, hanno qualcosa di inquietante, e neppure la voce popolare di wikipedia (il comportamento del fanatico viene visto come un fatto che viola le convenzioni sociali prevalenti, mentre quello di un “fan” non viola di solito queste norme, anche se spesso è considerato qualcosa di poco abituale) riesce a metterli a tacere. L’accezione del termine fan ha residui non propriamente positivi. Non è questo lo spazio per riflettere di anglicismi incompresi al momento dell’arrivo in terra straniera.
Una cosa è certa: il vecchio fan si portava aprresso un grado di affezione più elevato alla pagina rispetto al neonato “mi piace”, innanzitutto perchè ricopriva un ruolo, e non si limitava a esprimere una preferenza.
Veniamo al punto della questione: quali sono le implicazioni per i gestori delle pagine (un tempo chiamate anch’esse fan, oggi probabilmente piacione, mah?) E’ più facile cliccare sul nuovo bottone?
In teoria sì. Ma i problemi tornano in superficie, e ce li ricorda il blog di Marco Massarotto (che seguiamo sempre con grande attenzione):

- Che fine fanno i Fan?

- Come definiamo concettualmente le interazioni tra brand e persone sui Social network?

Chi si trova a gestire pagine aziendali su Facebook conosce l’importanza di fornire aggiornamenti, consigli e risposte a quella nicchia di utenti fedeli al brand o semplicemente simpatizzanti o stakeholder la cui importanza non va mai messa in discussione.
Forse arriveremo al punto in cui si creeranno scale di valore dell’amicizia, vere e proprie classifiche dell’affezione e un naturale potenziamento dello strumento RECENSIONI (ad oggi reietto fra le tab).
E torneremo così a parafrasare il paleotico spot “Mi ami? Ma quanto mi ami?”… “Ti piaccio? Ma quanto ti piaccio?”

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